Liberi di comunicare… o forse no?

08Sep08

Liberi di comunicareUn appello per “impedire che si consumi in Italia il rogo della libera espressione” è stato lanciato, in una lettera aperta, da Carlo Ruta, lo storico condannato da un tribunale siciliano per il reato di stampa clandestina per l’attività del suo blog AccadeInSicilia, oscurato dal Tribunale di Modica l’8 maggio scorso. Ruta sollecita la mobilitazione generale perché è in gioco “la democrazia, nella sua frontiera più avanzata e aperta, rappresentata dalla libera espressione in rete, dalla comunicazione che irrompe e prorompe in senso orizzontale, che rende i cittadini protagonisti in modo nuovo”. Le motivazioni della sentenza, recentemente depositate, confermano l’allarme: lo storico è stato condannato “per avere intrapreso la pubblicazione del giornale di informazione civile denominato “Accade in Sicilia” e diffuso sul sito internet http://www.accadeinsicilia.net senza che fosse stata eseguita la registrazione presso la cancelleria del Tribunale di Modica, competente per territorio”. Non mancano certo le reazioni indignate, mentre emerge un quadro ben più grave – lo rivela uno stralcio del comunicato diffuso in questi giorni: “Tale fatto giudiziario viene da un contesto difficile. Come testimoniano numerosi eventi, alcuni poteri forti della Sicilia, sottoposti a critica, stanno facendo il possibile per far tacere Carlo Ruta, reo solo di credere nel proprio lavoro di ricerca e documentazione. Basti dire che solo negli ultimi mesi sono state inflitte allo storico ben quattro condanne, a pene pecuniarie e risarcimenti ingentissimi, per complessivi 97 mila euro, presso tre tribunali della regione”. Il caso però è tutt’altro che chiuso: oltre alla la mobilitazione continua sul web, ci sono state interrogazioni parlamentari, una lettera di solidarietà firmata da 60 storici italiani, rilanci all’estero e un intervento di Antonio Di Pietro. Tutto ben raccolto e documentato nella pagina Liberi di comunicare.



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