Da Piazza del Popolo alla Rete il passo è….?

05Oct09

Il mondo del giornalismo italiano ha avuto l’atteso e dovuto scatto d’orgoglio. Mescolati tra centinaia di migliaia di cittadini, finalmente i giornalisti sono scesi in piazza a difesa della libertà d’informazione, con l’annessa varietà di petizioni a zonzo per la Rete. Iniziativa legittima e sacrosanta di fronte alle concrete minacce di bavagli al libero fluire della comunicazione in senso lato.

C’è semmai da chiedersi se questa calata in campo del sindacato dei giornalisti (iscritti all’albo) non voglia piuttosto ribadire anacronistiche divisioni tra la libertà che spetterebbe alla Casta dei giornali (o comunque al quarto potere rappresentato dai mass media tradizionali) e non invece a anche a molti cittadini che in producono e partecipano, grazie agli strumenti digitali, di quel “fare informazione” che è patrimonio della società tutta. Nel senso che, se è vero come è vero quanto si legge nel comunicato della FNSI – “ogni ferita che il sistema dei media subisce determina un forte contraccolpo alla libertà di tutti” – non è forse lecito attendersi analoga manifestazione nazionale di piazza per dire NO al bavaglio previsto anche per l’informazione in Rete?

In altri termini, come confutare certi dubbi sul fatto che quando si tratti di Internet esistano due pesi e due misure? E che la difesa di una certa libertà d’informazione rimanga in fondo una lotta tra caste e poteri?



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