Twitter: luccicante trappola per poveracci?

22Apr09

Non so se qualcuno ha seguito la super Twitter-hysteria in corso da questa parte dell’oceano. Venerdì, spiega Cnn.com, “Ashton Kutcher becomes the first to collect 1 million followers on Twitter and Oprah Winfrey sends out her first tweet”. Da allora la “notizia” è stata ripresa da radio e TV, quotidani e ovviamente ripompata continuamente online. Oltre che sorta di battuta casuale negli incontri per strada. Ieri si è poi saputo che Jack Dorsey, cofondatore della nota piattaforma di microblogging, faceva parte di un team di “nine technology executives who begin their third day in Iraq on Tuesday as part of a U.S. State Department-led trip on how the war-battered country can effectively use new media as it rebuilds.”
Un rilancio con i fiocchi più che annunciato, onde rintuzzare il poco velato affondo di Facebook nel settore (redesign, partnership con Cnn.com, etc.).

Ma non sono tutte rose e fiori. Anzi. Il boom d’utenza amplifica le prevedibili magagne tecniche, dai server già’ spesso collassati al rifiorire di worms, virus e spam, per non parlare delle pesanti pressioni economiche di giganti alla Google, visto che Twitter è ancora in rosso e di efficaci business plan non se ne parla. E il fatto non irrisorio che un Twittter per le super-masse tende a tagliar fuori la cruciale base geek: “Anyone thinking of Twitter as something useful in business or in journalism is going to be kind of put off by this.”

Ma è proprio rispetto a questa (inevitabile?) massificazione che sorge la questione più importante: se un po’ tutti si danno al tipico ‘ego stream’ rappresentato da Twitter, come potrà la cyber-elite distinguersi? Come salvaguardare l’individualismo sfrenato in un ammasso di tweets caotico, inquinato e inquinante, peggiore delle odierne metropoli reali? Pur volendo limitare il “follow”, diventa impossibile conservare quell’ambiente quasi intimo e sbarazzino condiviso finora con gli amici, pochi o tanti che fossero ma pur sempre amici. Chissà, sempre più utenti chiederanno il permesso preventivo per essere seguiti o semplicemente ignoreranno e negheranno le richieste (come accade d’altronde sempre più frequentemente anche su Facebook), con tutte le conseguenze “sociali” del caso. Qualcosa di più del semplice rumore di fondo, su cui riflette in parte anche un editoriale di The New York Times Magazine di domenica scorsa .

Citando il recente intervento di Bruce Sterling ala manifestazione South by Southwest di Austin, Texas, emerge che nel mix di tali dinamiche va considerata pure la “dipendenza da connessione” che contraddistingue le masse affette da povertà economica: “Poor folk love their cellphones!”, ha urlato Mr. Sterling. In contrasto, i ricchi preferiscono solitudine o pochi amici, massimo rispetto della privacy, circondati da libri e quadri e vinile, oggetti tangibili, originali, impossibii da copiare e inattaccabili dal tempo. Bruce sa bene di cosa parla, visto il suo affermato status da cyber-elite e fa presto a lanciare la “provocazione” a noi poveri mortali sempre fissati con gli SMS o, appunto, seguaci en masse di Twitter. Ma la questione rimane: molti sono ormai ‘addicted’ e pur volendo non riescono a disintossicarsi da questo ‘ego stream’ ininterrotto. E ora dovrebbero condividerlo perfino con orde di ‘ego stream’ altrui?!

Ecco perchè, conclude l’editoriale, Twitter è una trappola dorata da cui è e sarà sempre più difficile uscire, una volta finitoci dentro. Difficoltà ora aumentata a dismisura per via dell’effetto Oprah-Kutchner di cui sopra. Certo l’ego gioca sempre brutti scherzi, online forse ancora di più. E chi non fa parte di una qualche facoltosa elite, meglio lasci perdere del tutto. Anche su Internet, dunque, ego e ricchezza da una parte e masse dall’altra. Chi l’avrebbe mai detto?



2 Responses to “Twitter: luccicante trappola per poveracci?”

  1. Di certo l’elite continuerà a spostarsi su nuove piattaforme e flussi come è sempre accaduto, in fondo è normale che pian piano con l’ingresso delle masse gli utenti si spostino verso nuovi lidi. Ma credo che ci sarà sempre un nuovo canale che offrirà una piattaforma di discussione ristretta a pochi (in questo momento sembra sempre di più che lo sia FriendFeed). La parte interessante secondo me ci sarà perchè con le masse twitter, così come per i blog, finirà per diventare solo uno dei canali specifici ed adattati a particolari circostanze ma parte di un flusso molto più ampio. Il bello è quello in fondo, sia FF che FB sempre di più lavorano nella direzione di catalizzazione di un lifestream composto da servizi multipli, in cui ogni utente ne utilizza alcuni piuttosto che altri. Ma tutto ciò come sottolinei tu probabilmente rischia sempre di mantenere la distinzione ego+ricchezza/masse. Solo che su internet il gioco a rincorrersi di queste due parti è fine a se stesso, dato che non esistono limitazioni classiste che impediscono di entrare in quell’elite, vale solo il valore di ciò che si dice. Non male, in fondo!

  2. 2 ludovica

    è vero hai ragione.
    contemporaneamente vi consiglio di seguire http://twitter.com/DillingerTwitt
    twittano delle news davvero davvero interessanti, con taglio internazionale, e sempre pieno di curiosità

    ciao


Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s


%d bloggers like this: