Le ‘net-root’ di Obama: mito o realtà?

02Mar09

Obama-netroots?L’esplicito abbraccio tra Obama e Internet non può non essere soggetto a confronti e verifiche continue. Perchè è una sfida inedita su cui sono puntati gli occhi del mondo, giusto per dirne una. Incluso fatti quali mettere online la Presidenza senza sminuirne il prestigio, manifestare in concreto la capacità o meno di ‘reboot’ il mandato presidenziale, garantire che tale abbraccio non porti a mescolare le informazioni di pubblica utilità dalla propaganda. Passando ovviamente per la fresca nomina ufficiale del ‘team Internet’ della Casa Bianca, le cui mosse saranno seguite attentamente dal popolo della Rete e ben oltre. Arriva perciò più che puntuale un editoriale odierno su Cnn.com proprio sul percorso delle necessarie verifiche sul campo – riflettendo sui rischi della “Facebook politics” che il presidente potrebbe attivare quanto prima a supporto della battaglia sul cospicuo bilancio federale appena iniziata.

“Uno degli strumenti potenzialmente più forti che il Presidente Obama può usare sono le sue connessioni con la Rete, le ‘netroot'”, spiega Julian Zelizer, docente alla Princeton University. Come per la campagna presidenziale, finora nello spingere lo stimolo economico Obama ha usato un approccio sostanzialmente tradizionale, lasciando al Congresso rifinire i dettagli e chiedendo il sostegno popolare solo dopo l’approvazione finale del bilancio (ridotto). “Ed è a questo punto che arriva la grande prova”, prosegue l’editoriale. Se Obama terrà fede alla promessa fatta d’impiegare al meglio “gli strumenti della sua campagna per puntellare le sfide della governance, sapremo quanto forti o meno siano di fatto le sue ‘net-root'”. Attenzione, però alle trappole tipiche del socialità online, i cui effetti in questi frangenti potrebbero rivelarsi davvero nefasti. Nello specifico si cita una recente parodia-video di Facebook prodotta dalla BBC, dove si ironizza sulle richieste di “amici” più o meno sconosciuti accettate però istintivamente e le annesse interazioni superficiali instaurate, lo scarso peso sul territorio dei molti gruppi presenti e la mancanza di partecipazione concreta dopo avervi aderito al volo. Insomma, la ben nota ‘fuffa’ del social networking.

Rischi reali o frutto di fantasia? Ce lo diranno i fatti. Il punto è che comunque vada, ci sono in gioco questioni importanti e ogni mossa avrà effetti da non sottovalutare. Pur se il ‘new media team’ non ha ancora fatto leva sull’enorme bacino di cyber-utenti variamente conquistati nelle precedenti strategie online, c’è da scommettere che ciò accadrà più prima che poi – potendo così verificare la realtà o il mito di questo abbraccio tra Obama e netizen. Se la ‘Facebook politics’ si mostrerà parimenti forte sul piano organizzativo e influente a livello politico, il neo-presidente avrà attivato un “nuovo paradigma per la governance, che rimarrà come modello per i futuri presidenti”. Potrebbe succedere però che il richiamo alle ‘net-root’ per ottenere il necessario sostegno contro “certi senatori spocchiosi” finisca per cadere nel vuoto, o quasi. Come mai? Be’, magari perché “molti dei suoi sostenitori virtuali hanno già fatto clic su un’altra pagina”…



3 Responses to “Le ‘net-root’ di Obama: mito o realtà?”

  1. Grazie x la segnalazione. L’articolo di CNN é nteressante ma credo dientichi un
    fattore chiave. Anche durante la campagna la “Facebook politics” non si é certo incentrata o esaurita dentro Facebook o in rete. La rete é stata solo lo strumento a supporto del coordinamento.

  2. non mi sembra quest’aspetto sfugga all’autore dell’editoriale, dove si parla del “richiamo alle ‘net-root’ per ottenere il necessario sostegno” a supporto questa volta non del coordinamento, della sua prima, grossa iniziativa politica – e allora come oggi, ci sono grosse potenzialita’ ma rischi, altrettanto se non piu’, grossi…. o no?😉

  3. I rischi ci sono di sicuro ma non ritengo siano quelli descritti nell’articolo dove si tende a raccontare le relazioni dentro Facebook come futili, facendo l’esempio del video, e dunque in qualche modo potenzialmente inefficaci anche sotto l’aspetto politico. Di fatto, anche se è vero che molte di quelle interazioni sono puramente ludiche e non vanno oltre lo sforzo di fare un click, esiste un lavorio di un numero più ridotto di volontari che usa la rete per coordinare azioni sul territorio. Inoltre la rete è una potenziale fonte di raccolta di finanziamenti che possono essere riutilizzati per coordinare ed attuare azioni che hanno luogo fuori della rete. Non è certo facendo diventare gli elettori suoi fan sulla pagina di Facebook che Obama ha vinto le elezioni.


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