Long life to citizen journalism

16Feb09

Citizen journalismRiprendendo alcune riflessioni suggerite qui qualche giorno fa su certe manipolazioni dell’informazione, ho curato oggi un pezzo più ragionato per LS-DI (Libertà di Stampa, Diritto all’Informazione). Eccone alcuni stralci:

Non mi pare che in Italia ci siano … serie analisi o interventi su quelle pratiche emergenti “dal basso”, variamente definite citizen journalism, giornalismo partecipativo e quant’altro. Peccato. Perché il fenomeno nel frattempo si è esteso parecchio, pur se nel Bel Paese assai meno che altrove per atavici motivi (tema da approfondire, eventualmente, in altra sede). E peccato, perché a leggere certe uscite recenti sembra che le potenzialità e le concretezze dell’informazione diffusa restino qualcosa di sfuggente, lontano e alieno a molti esperti nostrani. E peccato un’altra volta, perché meno che mai queste esperienze, nel frattempo cresciute e maturate sul campo, vengono prese in esame per quello che meritano: doveroso ‘reality check’, possibili soluzioni concrete alla ‘perdurante crisi dell’informazione’ sbandierata a destra e a manca.

Il citizen journalism va dimostrando di saper giocare un ruolo cruciale nell’informare in modo rapido e puntuale, e talvolta perfino nel dar forma all’attualità: dal terremoto in Cina all’elezione di Obama al conflitto a Gaza. Il gap tradizionale tra media ‘professionali’ e la crescente folla di cyber-dilettanti va sempre più restringendosi, e anzi si assiste a un miscuglio continuo di fonti e testate, punti di vista e discussioni. Esiste ormai un circolo virtuoso che connette costantemente il locale con il globale, che e nessuno può fermare. Neppure l’industria giornalistica propriamente detta. La quale anzi tenta di saltare sull’ennesimo treno in corsa, prima che sia troppo tardi. E quindi il ricorso a soluzioni che includano più o meno direttamente questa “produzione dal basso”. Alcune riuscite altre meno, ma comunque ben evidenti su testate tradizionali e digitali.

[Occorre] riflettere collettivamente “out of the box” e giungere, chissà, a prospettive – se non proprio soluzioni – tanto efficaci quanto inattese. Tenendo comunque conto che partecipazione, condivisione e trasparenza, online come offline, restano il caposaldo dei giornalismi possibili, di un paradigma che anche in Italia può riservare positive sorprese per tutti. Cittadini e testate varie inclusi.

[ Leggi l’articolo integrale ]



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