Harvey Milk: primo politico USA ‘openly gay’, assassinato nel 1978

15Dec08


“Ever heard of Harvey Milk?”, mi chiese un amico a San Francisco, poco dopo aver fatto il gran salto dalla campagna toscana alla baia californiana, autunno 1993. Alla mia ovvia replica negativa, mi piazzò davanti alla TV per seguire un incredible documentario: The Times of Harvey Milk (1984). Rimasi incollato allo schermo per un paio d’ore, passando via da curiosità e gioia a rabbia e tristezza lungo l’evolversi della vicenda.

Periodo più che cruciale per il movimento gay e per la stessa San Francisco. Storia tipicamente americana, inclusa purtroppo la tragica conclusione, analoga a quelle di J.F. Kennedy o Martin Luther King Jr.. Ma che è tuttora poco nota nel resto del mondo – anzi, quasi ristretta al quartiere gay, Castro, o comunque non troppo conosciuta nei dettagli neppure in USA. Come mai? Harvey Milk era un omosessuale. Meglio: il primo omosessuale dichiarato mai eletto a una carica pubblica in USA – membro del Board of Supervisor cittadino – dall’8 gennaio al 27 novembre 1978, quando fu ucciso a sangue freddo, insieme al sindaco George Moscone, dall’ex-supervisor Dan White (premeditandolo, più che fuori di testa).

A 30 anni da quei fatti, esce ora in USA l’omonimo film – sono andato vederlo ieri sera. Si, è Hollywood-style, con le tipiche grossolanità e i messaggi equivoci del mainstream, ma il regista Gus Van Sant garantisce rigorosa ricostruzione dei fatti con introspezioni attente e originali – come già accaduto, fra le altre sue opere, con Elephant (2003), sul massacro nella scuola di Columbine (1999).

Rendendo piena giustizia al personaggio Milk e al suo ruolo cardine nell’affermazione dei diritti gay in California e in USA, il film ne rilancia il messaggio tanto populista quanto semplice ed efficace: “get out of the closet, lock the closet, and stay out”. Come fece poi di fatto molta gente all’epoca, ancor più dopo il suo omicidio – incluso lo stesso Gus Van Sant, il quale lo conferma in un’utile intervista. Ottimo anche l’intercalarsi con spezzoni originali d’archivio, in parte ripresi dal quel primo storico documentario, il quale si spingeva però fino a documentare il processo e le violenze della ‘White Night riots’ seguita il 21 maggio 1979 alla condanna di White ad appena sette anni per semplice omicidio colposo, scontandone cinque e commettendo infine suicidio nel 1985.

Le scene riprese in loco a SF e il cast conservano la freschezza del periodo, incluse relazioni interpersonali problematiche e gli intrallazzi della vita politica. E il feeling complessivo è coinvolgente, ben curato, reale. Su tutti, stupenda l’interpretazione di Sean Penn, di cui molti prevedono la candidatura all’Oscar. Unico rammarico, come sottolineato dagli attivisti gay: l’uscita di “Milk” prima del 4 novembre avrebbe probabilmente impedito la vittoria della Proposition 8 contro i matrimoni omosessuali in California. Rimane tuttavia il messaggio di speranza del film e di Harvey Milk, non lontano da quello incarnato da Barack Obama: “You’ve got to give them hope.” Da non perdere.



One Response to “Harvey Milk: primo politico USA ‘openly gay’, assassinato nel 1978”

  1. Tutte le notizie sul film nel blog http://blog.libero.it/milkfilm/


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