USA: calano grandi editori e librerie, salgono biblioteche e siti di scambio-libri

08Dec08

PaperBackSwapAltra appendice al post precedente, lungo il percorso delle integrazioni continue e sicuramente necessarie tra digitale e analogico, tra nuovo e tradizionale – non contrapposizioni, demonizzazioni o auto-celebrazioni in un campo o nell’altro, che alla fin fine fanno solo il gioco dei potenti di turno. Tema: la crisi delle librerie e il rilancio delle biblioteche pubbliche, l’impasse di editori vecchio stile e l’affluenza su siti di scambio-libri gratuiti. Nei giorni scorsi la National Public Radio ha trasmesso un ampio servizio dove si sottolineava il sempre più urgente problema della sopravvivenza per i soggetti piccoli e indipendenti, pur se la stessa mega-catena Borders è ora in vendita e rischia la bancarotta.

Fra i vari dati e interviste agli addetti, un dirigente del colosso Random House segnalava la sperimentazione a stampare poche centinaia di copie per volta, grazie alle tecnologie digitali, onde evitare lo stoccaggio nei magazzini e le spedizioni dei volumi e le successive rese dalle librerie – spese che incidono non poco sui bilanci editoriali, a fronte di vendite sempre meno cospicue. In pratica, circoleranno meno esemplari, pur se “book lovers will always be able to buy beautifully produced copies of books”.

Intanto un articolo del Los Angeles Times, variamente ripreso da altre testate minori, riporta l’incremento nell’uso delle biblioteche pubbliche per leggere quotidiani e prendere in prestito libri vari (pur se ovviamente mancano le ultime novità e testi particolari o editi da piccoli editori) nonché l’alto traffico registrato dagli innumerevoli siti di “book-swapping“. Tra i quali spicca PaperBackSwap che in questo preciso momento spara belle cifre – 2,702,392+ Books Available, 1,695 Members Online – e una varietà davvero ampia di opzioni e offerte. Inclusi i “50 Top swappers“: i primi in i classifica hanno esaudito qualcosa come 4.300 e 3.900 richieste cadauno! E ovviamente il tutto produce ampie e articolate comunità di amanti della lettura, come ribadisce fra gli altri John Buckman, ideatore di BookMooch (libri a scrocco): “Many books go out of print and are hard to find. With BookMooch– and this is important– they’re still available and what’s more, free. Books are emotional, just like music. They are a cultural product and they matter to us. It feels good to recommend a book to someone, to pass it on, so they’ll enjoy it. On the practical side, the opportunity to save money and free up shelf space is a motivation to use BookMooch. Besides, not everything has to be about making profit. Sometimes it’s fun to just give a book to someone”. E scusate se è poco.



2 Responses to “USA: calano grandi editori e librerie, salgono biblioteche e siti di scambio-libri”

  1. ma dunque secondo lei non esistono speranze per i piccoli, che anche in italia si lamentano assai? o come dice michael lieberman, libraio di seattle, gli indipendenti dovrebbero diventare interdipendenti? probabilmente, almeno in italia, la strada è la commistione, massì, anche quella trita (ma non peregrina) libri-cibi-vini. credo che sia necessario sostenere l’opera di questi modesti professionisti e, quando possibile, raccontarne le storie.

    anna

  2. no, al contrario: sono molte e varie le speranze per editori/situazioni piccole e indipendenti – purche’ provino modelli diversi e agili, dall’interdipendenza operativa a certi titoli online gratuite al supporto di siti di scambio-libri – esatto, la commistione aperta e reciproca (come cercano di fare, tra gli altri, gli amici di stampa alternativa, no?😉


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