Berkman Center: fare sul serio senza mai prendersi troppo sul serio

17May08

Berkman@10La mattinata della seconda giornata del Berkman@10 è stata riservata a diverse Openness Sessions (su media, education, innovation, network architectures, etc.) strutturate a mo’ di lezioni aperte invitando tutti i presenti a contribuire nell’individuare scenari e problemi, sfide e azioni pratiche – con guide quali Dan Gillmor, Doc Searls, Dave Weinberger, Charles Nesson, fra gli altri. Come per le sessioni plenarie, anche in questi casi sono state apposite pagine web per le domande online, che diventavano poi conversazioni a sè fra i presenti e venivano rilanciate su schermi in sala in modo che chiunque potesse farvi vario riferimento dal vivo – utile strumento online parallelo all’intero evento. Poco riuscito invece l’esperimento delle succcessive “unconferences”, decise collettivamente al mattino, nel senso che i circa 500 presenti (un vero record) hanno optato in gran massa per i panel pre-organizzati che affrontavano temi decisamente caldi (digital natives, transparency and government, network neutrality, netizenship, etc.). Ancora una volta brillante l’intervento di Jay-Z (alias Jonathan Zittrain) che insieme a un gruppo di fellows ha offerto un’ampia preview, con annesso feedback collegiale, di Herdict, progetto partecipativo di prossimo lancio mirato a misurare blocchi e censure dei siti web. Basterà installare un plug-in sul proprio PC onde monitorare periodicamente siti e pagine per poi riportare eventuali problemi di accesso. Ampliamento collaborativo del lavoro descritto nel recente volume Access Denied: The Practice and Policy of Global Internet Filtering nonché strumento pratico per consentire agli utenti di “prendere in mano il futuro della Rete”, come annotava ieri lo stesso Jay-Z. La sessione plenaria di chiusura si è infine concentrata su temi da affrontare per i prossimi 10 anni, con un’ampia serie di suggerimenti: collaborazioni più strette con altre entità, a partire da quelle europee; quant’è egalitaria di fatto la rete? quante le voci effettivamente online?; rilanciare su privacy e proprietà intelletuale; ameremo ancora internet da qui a 10 anni, quando un altro miliardo di persone sarà online?; la reale penetrazione della open society in paesi quali Russia, Iran, Cina; e via di seguito. Il tutto sempre con fare modesto e pacato, senza lanciarsi in metafore altisonanti e dando spazio alle opinioni di ciascuno, come nello stile del Berkman in questi decennio. Come ha chiuso Terry Fisher: “Continuando a porsi domande scottanti ma senza arroganza, facendo sul serio ma senza mai prendersi troppo sul serio”. Cosa non da poco, visto il can-can mediatico che continua a girare dentro e fuori Internet.



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