Il futuro della rete è (per lo più) nelle nostre mani…

16May08

Berkman@10Laboratorio sperimentale aperto, nuovo modo di guardare il mondo, piattaforma su cui innestare innovazioni e rilanci. Questi i pilastri dei primi 10 anni di attività del Berkman Center for Internet & Society esplicitati al meglio nella prima giornata della conferenza alla Harvard Law School. Un percorso che, oltre a produrre una serie di analisi condensate in tre importanti volumi in uscita in questo periodo, ha variamente alimentato una serie di progetti a latere i cui migliori sono poi sfociati in note iniziative quali Creative Commons, Center for Citizen Media o Global Voices. Successi che, hanno ribadito in rapida successione Elena Kagan (rettore della HLS), Terry Fischer (direttore del Berman) e Charles Nesson (co-fondatore), non fanno altro che dare ulteriore spinta verso indagini a tutto campo più che necessarie nell’attuale scenario al bivio tra Internet e società. È stato poi Jonathan Zittrain, sul cui volume fresco di stampa ruota in sostanza l’intero evento, a dare la svolta decisiva alla prima giornata. “Rischiamo di perdere la generatività che è stata cuore della Rete per come la conosciamo”, ha spiegato Zittrain, “perchè stiamo dando per scontate caratteristiche come creatività, apertura e sharing che invece vengono minacciate dal ritorno ai sistemi chiusi tipo iPhone e Facebook”. Andando in parte controcorrente rispetto ai trend esaltati soprattutto tra high-tech e media mainstream, Zittrain ha ricordato il dilagare di spam e malware, la iper-diffusa sorveglianza tecnologica, la proprietà che i provider ritengono di UGC e dati personali. Per illustrare come “l’attuale traiettoria di internet va pericolosamente incarnando le molte opportunità perdute”. Un quadro frastagliato e da non prendere con le molle, dove però non mancano certo possibilità di ripresa: “Esempi come Wikipedia dimostrano comunque le potenzialità delle tecnologie generative nonché la forza di un collettivo capace di evitare gli eccessi e gli abusi dell’apertura senza vigilanza”, ha concluso Zittrain. Tipico food for thought, oltre che incitamento all’azione di ciascuno e di tutti, senza voler lasciare il futuro nelle mani dei gatekeeper di turno nè dare nulla per scontato. Un intervento ispirato e condito da molto humour, coinvolgendo al meglio la platea che ha risposto con viva partecipazione. Proprio a dimostrare che, almeno in certi ambienti, c’è sempre molta voglia di riflettere e darsi da fare.



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