La lezione della rivoluzione permanente, qui & ora

09Oct07

Che GuevaraMoriva esattamente 40 anni fa Ernesto “Che” Guevara, ucciso dalle truppe boliviane (con il supporto della CIA) un giorno dopo la sua cattura. Qui se ne occupa anche Democracy Now, con alcuni rari stralci di suoi interventi live e un rilancio sull’attuale scenario latino-americano. Al di là di come ciascuno voglia ricordarlo (e viverlo), non stona affatto l’accostamento proposto da Ettore Bianciardi nell’introduzione alla nuova edizione del “diario risorgimentale” del padre, lo scrittore-giornalista Luciano Bianciardi: «Carlo Pisacane è un illustre precursore del dottor Guevara» Possibile? Certo. Perchè «quando la rivoluzione prende corpo, allora succedono cose altrimenti impossibili: eserciti forti e ben armati soccombono e arretrano, la popolazione intera insorge compatta ed unita, una nuova forma di vita sociale si afferma, problemi considerati endemici ed irrimediabili scompaiono come d’incanto. E, a riprova di ciò, allorché la rivoluzione cessa di esistere e viene sostituita da una nuova forma di governo e da un nuovo ordine, tutto ritorna come prima». Ancor meglio: oltre al Che e al Risorgimento italiano, la lezione della rivoluzione permanente include anche e soprattutto «tutti i garibaldini, di ieri, di oggi e soprattutto a quelli, speriamo siano tanti, di domani. Per un mondo migliore, vissuto da donne e uomini migliori».



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