Quelli che i videogame sono additivi e violenti…

26Jun07

Manhunt 2 “Non c’è nulla a suggerire che l’uso dei videogame sia una complessa malattia psicologica simile all’acolismo o alle dipendenze da altre sostanze, e non va affiancata al termine addiction”. Questa la sintesi cui è giunta nei giorni scorsi la American Medical Association nella sua riunione annuale. Viene così respinta la proposta avanzata da un’influente commissione interna che voleva includere ufficialmente la “video game addiction” come “mental disorder” nell’American Diagnostic and Statistic Manual of Mental Disorders, guida comunemenete usata dagli psichiatri Usa. Ciò avrebbe tra l’altro aperto le porte agli affari (leciti e illeciti) delle potenti assicurazioni sulla salute. Per ora faccenda chiusa, pur se, al solito, “occorrono maggiori ricerche” e se ne riparlerà per la prossima edizione del manuale, nel 2012. Una buona notizia, tutto sommato. Soprattutto in questi giorni di isteria mediatica — in Italia più che altrove — per la violenza di certi videogiochi (Il caso Manhunt 2) e più in generale su certi “efferati crimini” commessi nel mondo virtuale. Eppure oltre 10 anni fa Sherry Turkle ci spiegava le potenzialità si simili ambienti interattivi, senza nasconderne ovviamenrte rischi e problemi. E le ampie ricerche di Henry Jenkins (giusto per fare un paio di nomi) continuano a dimostrare che simili approcci da bianco-nero o, peggio, spiccatamente censori mancano completamente l’obiettivo e non aiutano a chiarire i lati scuri che pur esistono in queste dinamiche. Ha perfettamente ragione l’amico Matteo Bittanti quando scrive: «Questi dibattiti – che ricorrono puntualmente – dimostrano l’incapacita’ culturale di affrontare in modo maturo e intelligente il tema videoludico». Per concludere così: «Il dato positivo e’ che le nuove generazioni mostrano un grado di comprensione del fenomeno di gran lunga piu’ smaliziato rispetto a quello vecchia guardia barricata nella stanza dei bottoni.» Speriamo sia vero, che sia cioé possibile discutere in senso ampio e articolato su questi temi importanti, e le loro ricadute a tutto tondo. Per evitare l’ennesima riproposizione di addiction e caccie alle streghe.



One Response to “Quelli che i videogame sono additivi e violenti…”

  1. Additivi non è male.


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