Dalla GPLv3 al software libero come tool di giustizia sociale

04Jun07

Peter Brown & RMSFervono le discussioni sulla bozza finale della GPLv3, il cui rilascio ufficiale è previsto per il 29 giugno. Non mancano i materiali di approfondimento (incluso un saggo di Richard Stallman sull’importanza dell’upgrade dei progetti di sviluppo). Ampio lo spazio gli dedica, fra gli altri, Monkeybites, blog del network Wired, incluso un sondaggio pubblico sugli aspetti più controversi: la viralità obbligatoria, no al miscuglio di software sotto licenze aperte e chiuse, no al cross-licensing e alla “advertising clause.” Diversi anche i recenti post (e soprattutto i commenti, come sempre) presenti su slashdot.org. Nel frattempo in Italia la settimana si annuncia ricca di appuntamenti variamente legati al software libero, inclusa la presenza dello stesso Stallman e di Bruce Perens. Dulcis in fundo, ecco su Apogeonline una mia intervista live con Peter Brown, direttore esecutivo della Free Software Foundation (nella foto con un’originale Stallman nella sede di FSF a Boston, quel giorno pioveva a dirotto). Dove si parla tra l’altro del software libero come questione etica di ampia portata, onde farlo uscire dall’ambito strettamente tecnologico e includerlo nell’agenda dell’attivismo ambientalista, anti-globalizzazione e per la giustizia sociale. Happy hacking!



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