L’allungamento del pene in rete

06Mar07

Lovink«Il blogging è la forma contemporanea di auto-pubblicazione. Ci contestualizziamo con i link a materiale presente altrove in rete e attraverso il cosiddetto blog-roll. L’aspetto nichilista emerge quando confrontiamo questo tipo di comunicazione con quello dei media mainstream che ancora rivendicano di rappresentare il loro pubblico. I blogger non rappresentano altro che se stessi». Così Geert Lovink in una fresca intervista (in italiano, su VisionBlog, grazie a Nicola Bruno) che amplia alcune recenti riflessioni intorno alla blogosfera e annesse dinamiche. Ribadendo intanto le occasioni mancate: «Non bisogna pensare a questo ambiente come se fosse esente dalla manipolazione: la decentralizzazione non comporta necessariamente democrazia o un orientamento progressista…I blog non hanno messo radici nel movimento sociale progressista. Sono critici verso i mass-media americani, ma la tendenza generale è piuttosto conservatrice-liberale», insiste Lovink. Chiudendo con alcuni preziosi consigli—che, c’è da scommetterlo, resteranno nuovamente inascoltati in gran parte della blogosfera (italiana): «Perché coltivare atteggiamenti narcisistici e ossessivi del sé? “Io ho più link in entrata dei tuoi”. Lasciate perdere, c’è già abbastanza allungamento del pene in rete… Non incoraggio PowerPoint perché blocca lo sviluppo concettuale. Sintetizza il discorso senza rendere esplicite le linee di pensiero e gli approcci sottostanti. La scrittura dei blog può essere piacevolmente auto-riflessiva, risultando a volte molto interessante. Il Powerpointilismo riduce la complessità… Non dovremmo ridurre il blogging alla produzione di slogan pubblicitari ma praticare forme feroci e selvagge di scrittura in grado di esplorare l’ignoto, non elencare cose che sappiamo già».



2 Responses to “L’allungamento del pene in rete”

  1. ciao,

    ti segnalo un post che commentava le riflessioni di lovink qualche tempo fa, quando uscirono su wired, e che offre alcuni spunti interessanti:
    http://nero.noblogs.org/post/2007/01/05/nichilismo-blog

    poi, nell’intervista in italiano che citi lovink parla di indymedia (peccato che abbia adottato il modello stile agenzia di stampa/wsf etc). allora ecco i miei 5 cm di allungamento peniano (da buon blogger autoreferenziale).
    http://www.circolab.net/~carloz/sito/projects/writings/saggistica/imc/html/node232.html
    li’, e li’ attorno, provavo a capire perche’ l’esperienza imc stava andando in crisi, in italia (le considerazioni di lovink valgono forse per gli usa o per il network imc “globale”)

    indymedia aveva ripreso da slashdot un modello di pubblicazione web semplice e multimediale – lo stesso dietro al successo dei personal blogs – ponendo l’accento sulla dimensione comunitaria (e sui temi)
    quantomeno nell’area dei cd “movimenti” e’ riuscita anche ad esercitare un ruolo di agenda setting e – in certi specifici eventi, vedi genova 2001 – anche di definizione della situazione, andando a disturbare il framing istituzionale/mainstream (“una perquisizione vs una mattanza”, …)

    poi…

    gli individual bloggers sono figli del tempo: individualisti. e della rete: fatta a nodi.

    il blog e’ una tecnologia, uno strumento. come una macchina fotografica. ci puoi fare cose molto diverse. utili o inutili, belle o brutte, …

    parlare di un movimento dei bloggers mi sembra fuorviante. persone molto diverse, con idee, interessi, scopi molto diversi “bloggano”. con tempi, modi, fini enormemente diversi.

    eh, boh, il mcpensiero, il powerpointismo, non mi sembra tanto una conseguenza del blogging. e’ la tv che da’ le notizie in 30 secondi. da anni. e siamo noi che dedichiamo 2 minuti e non oltre a ogni singolo stimolo, perche’ ne abbiamo troppi. che un blogger scriva post di 30 righe e non di 90 forse e’ una conseguenza, + che una causa…

    cmq, sono gia’ oltre la soglia di lunghezza accettabile per il format commenti.
    spero di aver offerto qualche spunto

    ciao
    carloz

  2. thanks, carloz — spunti piu’ che utili, a partire dalle concordanze: non esiste alcun movimento dei blogger (per fortuna), individualismo e nodi soprattutto, tv-media da tempo hanno imposto i “news bytes”, comunicazione e informazione ridotti a spot infinitesimali, il blog come strumento da usare come meglio si crede…

    pero’, appunto, spetta a noi ri-appropriarci del tutto, superando pure gli standard dei commenti e creando altro tipo d’informazione, dentro e fuori la blogosfera; pur nell’abuso del concetto di “nichilismo” le critiche di lovink– e altri, ovvio — in tal senso servono come specchio innanzitutto, rispetto alle dinamiche mainstream e alla cooptazione diffusa (dei blogger nostrani soprattutto), mi pare questo un punto comunque da rilanciare, allungamenti peniale a parte

    poi su indymedia (italia) e i vari interventi su nero.noblogs.org, ci sarebbe fin troppo da discutere…e voi ne sapete ben piu’ di me, ora vedo di passarmi quei post & commenti


Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s


%d bloggers like this: