La calamita del mainstream vs. il dinamismo di we-media

10Feb07

ourmedia.org
Stringe un po’ il cuore vedere siti e blog italici inseguire le identiche, “grandi” notizie (correggetemi se sbaglio, please!). Tutti o quasi a parlare di Jobs e Emi pseudo-contro i Drm, YouTube di qua e Google di là, la salute dei “grandi” quotidiani. O a dettagliare i progetti di “grandi” aziende tipicamente top-down (niente link accusatori, per carità). Già, essere cooptati da “grandi” nomi o acquistati da “grandi” corporation è una calamita potente, soprattutto in quest’era di “grandiosità” digitali—fallaci o concrete che siano. Con il risultato evidente di lasciare nell’ombra il tanto decantato paradigma di we-the-media o il complementare our media, le iniziative sparse di stampo grassroots e indipendente. E a rimetterci siamo noi tutti, purtroppo. Eppure basterebbe navigare con un attimo di acume, non occorre neppure vivere da questa parte dell’oceano come il sottoscritto (pur se indubbiamente aiuta🙂. Un esempio? Eccolo qua: gli ultimi post dell’amico e giornalista JD Lasica dalla WeMedia Conference organizzata in questi giorni a Miami da iFOCOS (Institute for the Connected Society). Certo, tutt’altre storie da quanto succede nella penisola—però questi materiali, persone e modalità ispirano non poco e meritano ben maggiore attenzione e, soprattutto, partecipazione. O sbaglio?



3 Responses to “La calamita del mainstream vs. il dinamismo di we-media

  1. Secondo me, non sbagli. Credo che talvolta i dibattiti che coinvolgono grandi nomi, grandi marchi o grandi testate tenda di per sé ad occupare spazi proporzionali alla propria potenza di fuoco. Per questo, forse, determinate tematiche meriterebbero minor commenti a meno di non intravedere argomenti non ancora affrontati o sviscerati. Del resto in rete ci sono talmente tanti progetti (minori solo per forza promozionale) che hai ragione quando parli di navigazione più attenta. E magari basterebbe che le sessioni online fossero solo un po’ più curiose.

  2. gia’, e’ un po’ come 30 anni fa quando pur con l’esplosione (anche in italia, in parte) della controcultura e annessi movimenti, l’industria culturale teneva nel cassetto libri stranieri importanti e continuava a far finta di niente — trascinandosi dietro molti che pur operando in ambienti creativi/culturali diversi poi sgomitava per entrare alla rai o a repubblica, e sta ancora li’…

    ieri come oggi il magma creativo, indipendente esiste, eccome, e navigare online non e’ nemmeno come 10-15 anni fa, faticoso e lento, non ci vuole molto a dar seguito a un po’ di sana curiosita’ e attenzione, giusto; piccole pratiche quotidiane che farebbero davvero bene a tutti… ma noi insistiamo, vero?🙂

  3. berny, molto d’accordo. credo però sia tempo perché i “grandi” si accorgano di questo movimento, che ormai ha una storia addosso, e di non poca cosa. quindi da un certo punto di vista credo giusto tirare i sassolini al golia della situazione
    d’accordo con te però che non dovrebbe essere invece un appiattimento sulla pruderie dell’ultima news, non si dovrebbe perdere di vista il focus… ma per questo occorre parlare (anche, e meglio) in sedi più strutturate


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