Giri di vite per la snail mail in Usa?

05Jan07

ACLU Per chi vive in Usa, come il sottoscritto, è chiaro come l’occhio del Grande Fratello vada facendosi sempre più Enorme—nel disinteresse quasi generale, purtroppo. Tutto in nome del solito, generico alibi dell’anti-terrorismo o per una presunta, maggiore libertà di movimento sul web. L’ultima novità è un breve paragrafo aggiunto alle nuove norme postali recentemente firmate dal Presidente Bush. In base al quale le comuni lettere possono essere aperta dalle autorità senza alcun mandato, come invece stabilito dalle norme precedenti. La vicenda è la cover story di Daylife, nuovo aggregatore di news parzialmente gestito da redattori in carne ed ossa. Dove sono raccolte la miriade di blog e altre fonti online che se ne occupano variamente. Intanto la White House e il vice-presidente dei Servizi Postali negano alcuna modifica in tal senso, eppure la postilla specifica che l’Amministrazione potrà decidere «…in maniera consistente, al massimo livello permissibile, di condurre perquisizioni nelle appropriate circostanze». Perchè allora emendare il Postal Accountability and Enhancement Act? È quanto chiedono, nello specifico, l’ACLU e il senatore democratico Charles E. Schumer, il quale specifica: «Ogni americano vuole tutela assoluta contro il terrorismo. Ma la storia ha dimostrato che ciò può esser fatto entro i confini della Costituzione». Sarà davvero così?



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