La Beat generation, oggi: opporsi al conformismo e all’oppressione sociale

09Dec06

HowlSiamo al 50. anniversario della prima edizione di Howl and Other Poems di Allen Ginsberg (scomparso nel 1997). La storica raccolta di poesie viene tuttora pubblicata dalla libreria/casa editrice orginaria, la City Lights di Lawrence Ferlinghetti, con quasi un milione di copie e innumerevoli traduzioni. La quale anzi ha appena prodotto un volume sul successivo processo per oscenità subìto dal libro e dall’editore (poi assolti con formula piena). Invece il bimestrale di cultura buddhista Shambhala Sun festeggia la ricorrenza con un’ampia sintesi di un intervento pubblico tenuto da Ginsberg nel 1993 in Michigan— definendola la sua autobiografia spirituale. Nella quale descrive i sentieri percorsi da Blake a Buddha, dai viaggi in India alle droghe, dalla Beat Generation alla «poesia come apprezzamento della coscienza». Messaggi assai attuali, insiste un ficcante corsivo dello scrittore inglese Stephen Mooney, il quale sostiene fra l’altro che «oggi più che mai abbiamo bisogno dell’esempio dei Beats come resistenza all’oppressivo conformismo» e che ciò è un modo per ricordarci di «smetterla di giocare con il telefonino, di tagliar fuori la mediocrità omogeneizzante dell'”intrattenimento” e di rifiutare l’abdicazione della nostra voglia di opposizione e resistenza di fronte all’impeto, apparentemente inarrestabile, dell’oppressione sociale».



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