Il futurismo non ha futuro…

21Nov06

Tangled NetQuesto sostiene Bruce Sterling nella sua column su Wired magazine di dicembre — l’ultima scritta per i lettori del patinato mensile (non ancora online). Ah, con futurismo s’intende qui l’arte di prevedere il domani, o qualcosa di simile, nulla a che fare con l’omonima corrente artistica. «Una volta confinati a un gruppo d’elite, strumenti e tecniche di preveggenza oggi sono reperibili ovunque sulla Rete», prosegue Sterling. «Lo stesso termine futurismo è fuori moda, sa tanto di anni ’60. Gli odierni futuristi, sagaci conoscitori di internet, si autodefiniscono ‘strategy consultant’ o ‘venture capital researchers’…Il futuro di internet risiede non nelle istituzioni bensì negli individui. Crescerà la connessione a basso costo, incoraggiando creatività, collaborazione e tele-lavoro. La Net stessa recederà in secondo piano. Chi ha meno di 21 anni non si preoccuperà più di tanto delle supposte differenze tra virtuale e reale, online e off». Già sentito? Ecco allora la predizione finale dello stesso columnist: «Credo che molte cose positive siano in arrivo, e alcune sono destinate a uscir fuori da una Rete ingrovigliata, diffusa, personale, e possibilmente imprevedibile».



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