Le prime avvisaglie del Web 3.0

13Nov06

Web 2.0“Trovare nuovi modi per spremere l’intelligenza umana…Far assomigliare il web meno a un catalogo e più a guida ragionata”. Queste alcune delle definizioni che, in un articolo sulla prima pagina domenicale del New York Times, prepara il terreno per l’arrivo del Web 3.0. Ma come, non stiamo appena esplorando il Web 2.0? Certo, però business e imprenditori sono ben proiettati nel futuro. Perché, contrariamente al mash-up continuo dell’attuale scenario, il “Sacro Graal degli sviluppatori del Web semantico” è realizzare sistemi “capaci di estrarre maggiori significato dall’attuale ragnatela”, sviluppare software in grado di ripondere a richieste complesse, come organizzare una vacanza a puntino entro un certo budget, faccende che notoriamente oggi ci richiedono ore e ore di ricerche incrociate tra una miriade di siti. Sarà davvero così? Molte aziende scommettono di sì, a partire ovviamente da Google e i suoi sistemi intelligenti, tipo i page-rank, o progetti che ha direttamente finanziato, come il KnowItAll alla University di Washington. Anche IBM sta lavorando alacremente a sistemi di data-mining, mentre Radar Networks e Metaweb “non dichiarano pubblicamente quali servizi o prodotti stiano approntando….se non che vanno costruendo un’infrastruttura migliore per il Web”. Il trend è giovane ma assai convinto—nonché, manco a dirlo, trainato da forti interessi commerciali.



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