Verso un social web aperto e interoperativo – Facebook incluso?
Una delle comprovate accuse riservate all’odierno social web, e ancor più a Facebook, è quella di essere dei “walled gardens”, riproponendo in sostanza il modello dei primi sistemi recintati alla CompuServe o AOL – recinzioni poi fonte primaria del loro fallimento, con gli utenti che man mano emigravano nella mare magnum di Internet. Lo hanno ben chiarito varie analisi, incluse The social web and its social contracts e Toward a critique of the social web. Sembra però che la tendenza sia in recessione, se non proprio in abbandono – finalmente. Almeno così la mette un interessante articolo sul Radar di O’Reilly (thanks ad Eleonora per la segnalazione). Dove David Recordon chiarisce – meglio, azzarda – che entro fine anno “Facebook will become the most open social network on the social web”. Come mai?
Be’, intanto per coerenza sulla tanto sbandierata apertura verso gli utenti, ultimo il caso del recente dietro-front di Zuckerberg e l’invito a tutti a suggerire la stesura delle future policy. E poi perché, ben più concretamente, vige comunque la legge della concorrenza di mercato, come suggerisce il pezzo: “if Facebook does not seriously embrace these ideas this year that their current position of dominance will be usurped.” Vedremo se così sarà di fatto, e inutule sarebbe stare qui a disquisire ulteriormente. Intanto però, punto assai più sostanziale e complessivo, non si può non essere d’accordo sull’urgenza di “find and define a proper balance between traditional walled-garden social networks and completely decentralized efforts like the DiSo Project“, conclude l’articolo.
In effetti questa appare iniziativa assai stimolante, mirata com’è a “facilitate the creation of open, non-proprietary and interoperable building blocks for the decentralized social web”. a cui va aggiunta l’attività della stessa OpenID Foundation, nel cui direttivo recentemente è entrato lo stesso Facebook, pur se bene sarebbe che altri siti dove girano parecchi utenti adottassero l’OpenID (si spera che Digg mantenga le promessa fatta al riguardo, per esempio). Senza dimentare, infine, certe (realiste?) provocazioni presenti nei commenti al suddetto intervento: “Facebook’s puppet master, Steve Ballmer, will never ever, EVER allow them to open up! Zuckerberg ows Ballmer $400,000,000.00″. Mmmmm….
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