Qualche nota a latere di queste ultime acquisizioni. Mentre abbondano le congratulazioni a Google e FeedBurner (per via delle migliorie tecniche e gestionali che dovrebbero derivarne agli utenti) va intanto notata l’elevatissma valutazione per quest’ultimo (100 milioni rispetto forse ai 10 che molti concordano essere, al massimo, il reale valore di mercato, somma tirata su recentemente da vari investitori), mentre si amplia a dismisura l’impero pubblicitario della grande G, dopo il recente acquisto di Doubleclick e quello ventilato di Salesforce.com: un advertising network che ora include mezzo milione di siti RSS-based nella rete di AdSense. E un matrimonio da paradiso per inserzionisti, marketing, industria. Davvero dobbiamo rassegnarci a guardare “Google taking over the Internet”? E cosa ne farà mai di tutti questi dati? Come la mettiamo con trasparenza e privacy? Se lo chiedeva, giusto ieri, anche un lungo pezzo del New York Times sulle eccessive intrusioni veicolate dal nuovo servizio Street View. In aggiunta a note polemiche sulle luci e ombre di Google. Ma preoccupano anche le altre acquisizioni. Le ipervalutazioni (vedi ancora i 300 milioni per Photobucket) confermano che la nuova bolla internet esiste eccome, e che il solito trend pesce-grande-mangia-pesce-piccolo rimane comunque la norma. Altro che diversità, pluralismo e indipendenza. Certo, un pugno di volenterosi ragazzotti diventano ricchi overnight (good for them!), ma ancora di più lo sono ora gli investitori e più ampio e uniforme si fa l’impero digital-mediatico delle mega-corporation acquirenti. Non è quantomeno pericoloso, ad esempio, che la Fox sia tra i grandi manovratori del social media made in Usa? (Dai notori walled garden agli enfant prodige Photobucket e Flektor). E che anche online siano pochi, grandi nomi a regnare indisturbati? Già, proprio come i Big Old Media. Anzi: Rich Media, Poor Democracy, come ci ricorda giustamente Robert McChesney, fondatore fra l’altro di Free Press. Mi sembra ci sia ben poco da congratularsi. No, occorre vigilare ed evitare, anche come semplici utenti, di abboccare all’amo.
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meno male, qualcuno nella blogosfera.it che ha uno visione critica di questa cosa!