Dopo il recente dietro-front di digg, un altro caso di “censura” interna prontamente ribaltato dai “vertici” dietro pressione degli utenti. A riprova del fatto che la trasparenza e l’opinione della gente continuano a guidare i social media. Stavolta sotto accusa è il noto Flickr, i cui operatori l’altro giorno avevano rimosso la pagina di Rebekka Guöleifsdóttira, utente ultra-gettonata e nota fotografa, per via di alcuni suoi commenti, acidi e privati, contro una galleria che ne sfruttava abusivamente le immagini. Lo spiegava senza mezzi termini Thomas Hawk, altro utente del megasito di photo-sharing nonché creatore del rivale Zooomr: “I’m pretty pissed right now”. Proteste subito amplificate dagli altri utenti nonchè rimbalzate variamente online. Oggi il co-fondatore di Flickr, Stuart Butterfield, “did the right thing”, uscendo allo scoperto per spiegare gli equivoci dell’incidente (meglio portare altrove le lamentele personali, ma nessun motivo di cancellare utente e foto). E, quel che più conta, riportando le cose a posto con tanto di pubbliche scuse: “We made the wrong choice”. OK, procediamo così.
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